Prendo spunto da un commento su facebook che giudicava “New Zeland Story” troppo difficile nella arcade Coin Op per parlare della difficoltà dei giochi bar.

Prima un poco di doverosa storia 

La nascita del COIN OP

Con l’evolversi della tecnologia anche i giochi si son evoluti diventando da artigianali,manuali a elettronici. Fu quindi creato il primo gioco arcade elettronico sottoforma di cabinato  chiamato “GALAXY GAME” basato sul progetto universitario “SPACEWAR” ( computer PDP-11) e che funzionava con l’inserimento di una monetina.Sucessivamente Nolan Bushnell e Ted Dabney  ultimarono la loro versione di Spacewar!, chiamata Computer Space  e costruito dalla Nutting Associates E’ considerato il primo videogioco arcade prodotto su larga scala, ne furono prodotti circa 1.500 esemplari; il gioco non fu però un grande successo a causa dell’elevata difficoltà

Bushnell, dopo l’esperimento non particolarmente riuscito di Computer Space, decise comunque di insistere con i videogiochi, ma producendoli in proprio: nacque così la  Atari . Il primo videogioco arcade della Atari fu il primo grande successo dell’industria:  PONG , pubblicato il 29 novembre  1972 , che riproduce grosso modo le meccaniche del  ping pong . Atari vendette 19.000  cabinati  di Pong . Alla fine del decennio iniziò l’ età dell’oro dei videogiochi arcade .

Fra gli anni settanta e gli anni ottanta vennero distribuiti in tutto il mondo arcade di enorme successo come  Space Invaders ,  Defender ,  Asteroids ,  Tetris  e  Pac-Man. Nonostante l’enorme evoluzione del settore, quei giochi pionieristici vengono ancora oggi considerati dei classici e riproposti, con un certo gusto  vintage , su nuove piattaforme casalinghe.

Tutti questi giochi trovavano la loro collaziona naturale in spazi commerciali chiamate -> “Sale Giochi”

Il punto di ritrovo del passato ->  La Sala Giochi 🎮

La sala giochi è un tipo di  locale pubblico , destinato soprattutto ai ragazzi , con macchine da intrattenimento funzionanti prevalentemente a  gettoni  o  monete , tra cui  videogiochi arcade ,  biliardo ,  calcio balilla ,  flipper ,  hockey da tavolo ,  pesca verticale , macchine  chiromanti  ; in alcuni paesi, compresa l’ Italia , si possono trovare anche apparecchiature per il  gioco d’azzardo .

L’espressione “sala giochi” fu coniata per la prima volta negli  anni trenta  del  XX secolo  per indicare i locali in cui apparvero i primi flipper.

Le antesignane delle sale giochi risalgono ai primi anni del  XX secolo  e vedevano come intrattenimento principale le cosiddette  bagatelle , piccole  biglie  con le quali si effettuava un gioco che combinava il  flipper  al  biliardo ; le bagatelle subirono una graduale evoluzione durante gli  anni trenta , che condusse alla realizzazione di rudimentali prototipi dei flipper moderni.

Verso la fine degli  anni settanta , grazie alla nascita e allo sviluppo dei  cabinati arcade , le sale giochi si diffusero moltissimo nei centri abitati e nelle strutture turistiche delle principali città  americane ,  europee  ed  asiatiche , tanto da rendere l’ industria   videoludica  un importante riferimento economico per l’epoca.

A partire dai primi  anni duemila , in seguito alla modernizzazione e all’avanzamento tecnologico delle  console   casalinghe , le sale giochi subirono un generale decadimento che portò alla chiusura o al  fallimento  di molti  locali  ad esse adibiti

 

Ma cos’e’ un Coin op? Perchè sono difficili? 🤬🤬🤬🤬

Un Coin op e’ un videogioco arcade (abbreviazione di coin-operated, in italiano macchina a gettoni, sebbene il termine si possa riferire anche a giochi non necessariamente video, come i flipper) che si gioca in una postazione pubblica apposita a  gettoni  o a monete, costituita fisicamente da una macchina posta all’interno di un  cabinato . L’inglese arcade (pron.  /ɑːˈkeɪd/ ), genericamente una galleria commerciale, significa in questo caso  sala giochi

Questo tipo di macchina è diffusa nelle  sale giochi , nei  bar o in altri luoghi pubblici analoghi; le sale giochi spesso raccoglievano solo, o soprattutto, videogiochi arcade. Gli arcade rappresentarono la prima generazione di videogiochi di largo consumo, e il primo contatto del pubblico con questa nuova forma di intrattenimento.

Caratteristica degli arcade era la difficoltà oltre che la struttura di gioco.

Entrambe le cose vanno a braccetto.

Un Coin op doveva esser immediato, inserivi il gettone e giocavi senza spiegazioni, guide, tutorial.Non c’era tempo per spiegare, al massimo trovavi una schermata con i comandi ed una brevissima introduzione animata al gioco.Per questo motivo  la maggior  parte dei giochi erano giochi d’azione a scorrimento, picchiaduro, sparefuggi, giochi di corse etc… non erano contemplate avventure , giochi strategia o altro.Qualunque persona anche la piu stupida doveva poter entrare in gioco subito.Le partite non potevano durare molto, dovevi spendere soldi.Infatti il coin op e’ una macchina progettata per mangiare soldi e regalararti un divertimento intenso ma il piu breve possibile.Non molto differente da una slot machine.Dovevano far guadagnare il gestore della sala giochi, dovevan farti divertire e spendere soldi ma contemporaneamente non dovevano far durare una partita piu di 5 minuti per il giocatore medio.In ques’ottica si spiega perche’ erano calibrati su difficoltà molto alte ( altro che i soul game)

Ovviamente non tutti erano difficilissimi ed il gestore poteva anche impostare la difficoltà ma l’essenza della difficoltà era legata al guadagno non a sfidare il giocatore in se.Per questo molti dei giochi dell’epoca erano brevi ( qualche ora), con pochi livelli o mondi.Quelli piu’ lunghi erano ripetitivi.Inoltre la parte migliore sia come giocabilità che visivamente era rilegata ai primi livelli.Piu si andava avanti poi si capiva che gli scenari erano riciclati o con meno impatto, molti nemici erano riciclati ( vedi boss di fine livello che diventavano normali nemici nei livelli avanzati).Se eri bravo o spendevi una follia di monetine per arrivare al finale spesso ti scontravi con il mega boss che era banale, magari anche piu semplice di tutti i nemici incontrati prima ed anche a volte con minore impatto visivo.Insomma arrivavi alla fine dopo sforzi immani e vedevi la delusione.Non aiutava nemmeno la schermata finale…spesso poco gratificante

Insomma ora capite perche’ sono cosi difficili, non certo perche’ vogliono premiare la bravura e l’impegno del giocatore.Certo c’erano persone bravissime, se spendevi barche di soldi imparavi gli schemi ( perche’ tutti i giochi han gli schemi prefedefiniti) dei nemici.Col tempo arrivavi alla fine magari anche con qualche gettone ma prima ti avevan gia svuotato il porcellino.

Intelligentemente molti giochi contemplavano la modalita a due giocatori ( alcuni anche fino a 4) in modo da aumentare l’appeal.Alcuni Coin op erano visivamente progettati per immeggerti nel gioco, basti pensare ai giochi di guida dove pilotavi una vera imitazione di una macchina .Mi e’ rimasto inoltre impresso il cabinato di G-lock della sega, dove il giocatore ruotava all’interno.

Come non dimenticare il coin del primo Street Fighter dove potevi tirare pugni!

Insomma se ritenete Dark souls difficile..non avete provato Ghost’n’Goblin

I videogiochi un tempo non erano per tutti, ma solo per chi aveva la capacità di domarli, cosa che oggi è molto semplice, ma che all’epoca non lo era.

Non è un caso che in tutte le classifiche dei giochi più difficili della storia compaiano in maggioranza giochi di molti anni fa. Infatti, negli anni’80 e negli anni’90 i videogiochi erano tarati di base su un livello di difficoltà estremamente alto, nonché rendeva un evento eccezionale riuscire a finirne uno. Infatti, richiedevano molto impegno e studio per poter avanzare nel gioco, che il videogiocatore medio solitamente non gli poteva dedicare. Ciò ovviamente non vuol dire che erano brutti (per gli standard dell’epoca), ma vuol dire che solitamente erano molto difficili

Quando i videogiochi entrarono nelle case, attraverso console e computer, non fecero altro che adeguarsi al modello delle Sala Giochi, e quindi ne proponevano gli stessi schemi e purtroppo anche la stessa difficoltà, con la differenza che a casa non potevi inserire altre monete per continuare e quindi ci si trovava sempre con un numero di vite e di continui insufficiente per finire il gioco. E se lo avete dimenticato, riguardatevi quali erano i giochi della vostra epoca che avete giocato e quanti pochi di essi siete riusciti a finire senza trucchi e salvataggi.

All’epoca il videogiocatore medio considerava un successo aver giocato ad un videogioco riuscendo a superare il primo livello, mentre finirlo gli sembrava pura fantascienza.

L’esagerata difficoltà dei videogiochi casalinghi del tempo creò un mercato di cartucce ed espansioni hardware, sia su Computer che su Console, che servivano proprio a dare la possibilità di usare trucchi (come le Action Replay, le Game Genie e le Final Cartridge).

Insomma, la difficoltà altissima diventò uno standard per tutti i videogiochi, con l’aggravante che spesso, troppo spesso, i giochi erano ancora più difficili a causa dell’incompetenza dei programmatori che da un lato creavano curve di difficoltà completamente sballate, con dei momenti incredibilmente difficili dopo un gameplay normale, e dall’altro calibravano male parametri del gioco come collisioni, traiettorie degli oggetti su schermo, salti da effettuare, tempo necessario da rispettare per completare un livello, numero di sfide da affrontare contemporaneamente sullo schermo, spiegazioni da dare su elementi chiave del gioco, ecc..

Anche i limiti tecnici dell’epoca, a causa della scarsa potenza delle macchine e sopratutto della scarsa capienza dei supporti, i videogiochi avevano pochi livelli, il che significa che ad una difficoltà normale il gioco si sarebbe potuto finire in pochissimo tempo.

Citiano inoltre alcune bastardate dell’epoca :

Farti arrivare con tantissima fatica (o soldi) al completamento del gioco per poi dirti che non è il vero finale e che devi iniziare di nuovo daccapo in quanto non hai raccolto degli oggetti necessari per il vero completamento del gioco, ed ovviamente il giocatore era all’oscuro di questo particolare essenziale (come in Rainbow Islands).

Così come quando era impossibile accedere al vero finale del gioco se non si giocava in due, ovviamente senza alcuna indicazione preventiva della cosa (come in Bubble Bobble), o quando per finire realmente il gioco era necessario completarlo due volte, magari con la seconda volta a difficoltà ancora maggiore (sempre come in Bubble Bobble o come in Ghosts ‘n Goblins).

C’era anche la beffa di giochi che sembravano portarti da qualche parte ma in realtà non finivano mai, proponendo all’infinito livelli con difficoltà aumentata (come in Pac Land).

Oggi chiaramente nessuno apprezzerebbe giochi dalla difficoltà del genere, e gli stessi giochi di oggi considerati come difficilissimi, ad esempio i Dark Souls, sono in realtà facili se comparati del passato, dove si richiedeva davvero la perfezione durante tutto il gioco per poterlo finire, quindi perfezione di movimenti e memorizzazione dei movimenti dei nemici, oltre a riflessi eccellenti e tantissima pazienza nel dover iniziare il gioco infinite volte dall’inizio per arrivare a padroneggiarlo in tal modo.

Ed i salvataggi non esistevano, spesso neanche i checkpoint: vennero successivamente inseriti non per rendere il gioco più facile, ma solo per motivi di lunghezza del gioco,così come non esisteva la possibilità di scegliere il livello di difficoltà.

Per voi qual’e l’arcade piu difficile? scrivetelo nei commenti!

Il gioco universalmente riconosciuto piu difficile e’ : Sinistar

 

Il mitico PONG

Approfondire la storia di GALAXY GAME  : GALAXY GAME HISTORY

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