Un mio esimio collega mi fa notare che non guarda serie Tv italiane perchè , a suo dire , la qualità è scarsa.In linea di massima molte serie sono pessime specie quelle dei canali pubblici e mediaset.Ma Su sky in genere non  cosi, vedi The Young Pope ( con un Jude law al massimo splendore) di Sorrentino, Romanzo Criminale, 1992/1993, Suburra, Diavoli ..per non parlare delle tamarrissime vecchie serie.

Parliamo di “MARE FUORI “, serie tv trasmessa sul canale pubblico e che ho incrociato quasi per caso.

Ambientata in un Istituto di Pena Minorile di Napoli che si affaccia, appunto, sul mare, l’idea di Cristiana Farina è quella di portare in tv l’universo giovanile affrontandolo però in un modo meno buonista .

’L’ipotetico messaggio positivo, che la seconda rete avrebbe voluto lanciare, si infrange contro un contesto che, troppo spesso, evoca le atmosfere di Gomorra.
Anche il linguaggio utilizzato è a tratti volgare. Il telespettatore si sente proiettato in un universo dove la brutalità e l’aggressione sono i principali protagonisti.

Le dinamiche all’interno del penitenziario sono le medesime per i ragazzi e le ragazze. E la brutalità è messa in primo piano nelle varie sfaccettature.
Un esempio è la scena dello stupro all’inizio del primo episodio dal titolo “Vite spezzate”. Ed il conseguente omicidio dell’aggressore da parte del fidanzato della vittima,uno sgozzamento del quale non ci sono stati risparmiati i particolari. Il sangue è un altro protagonista delle vicende raccontate.
E poi le pistole puntate contro tutti, anche i migliori amici per affermare la propria deviata personalità. Giovani stringono alleanze tra di loro per sopravvivere dentro l’Istituto, i grandi stabiliscono le regole e vigilano affinché siano rispettate.

Le autorità carcerarie sembrano poter incidere poco sui giovani detenuti. In un tale contestoappare impossibile ritrovare la strada della correttezza e del pentimento.Inoltre sembra quasi inesistente il conflitto tra il bene ed il male, perché il male predomina incontrastato.

I giovani attori hanno dato una prova convincente di recitazione. Ma la coralità necessaria con i personaggi adulti non esiste.
Sono due mondi differenti che, solo alla fine potranno forse incontrarsi.
Fanno da comprimari la dipendenza dalla droga e i giochi pericolosi che spingono i giovani a fotografarsi per postare le immagini sui social e raccattare followers.
E’ quanto accade con la morte del giovane costretto a farsi riprendere in bilico in cima ad una torre. Finisce in tragedia.
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Se qualcuno ritiene che Mare fuori possa comunicare una speranza di redenzione, è costretto a ricredersi. Si notano solo le lotte tra le varie fazioni delinquenziali,
le ripicche, l’affermazione della propria potenza e prepotenza. In carcere e fuori.
Quel mare che vedono (e che grazie ad alcune attività, come si vede nelle prime immagini della serie, solcano) ricorda a tutti i protagonisti che la loro libertà ed un futuro diverso sono lì che li aspettano. A loro, il compito di decidere se raggiungerli o farsi inghiottire dall’oscurità delle scelte sbagliate.

Vi si aggiunga un dialetto napoletano stretto e incomprensibile che costringe a leggere i sottotitoli, deviando l’attenzione di chi segue la vicenda ma non poteva esser altrimenti

Ed infine le musiche che accrescono il senso della tragedia e della inutilità di ogni correttivo.
Fanno sprofondare in una sensazione di ineluttabilità. Come in Gomorra, sembra tutto scritto.
E difficile da cambiare.

La serie è composta da 12 episodi.

Alcuni dei personaggi principali :

  • Paola Vinci, interpretata da Carolina Crescentini, è la nuova direttrice dell’IPM, appena arrivata da Ancona e non pienamente a conoscenza della nuova realtà che la circonda. La sua vita ha preso una direzione diversa dopo che è rimasta coinvolta in un tragico incidente automobilistico, in cui è sopravvissuta ma che le ha fatto perdere il bambino che portava in grembo oltre a subire un’isterectomia. Non potendo avere più figli, nell’Istituto scoprirà un nuovo modo di essere donna e madre.
  • Massimo Valenti, interpretato da Carmine Recano, è il comandante della polizia penitenziaria. Uomo di grandi principi ma capace di ragionare oltre le regole, è fermo ma empatico nei confronti dei ragazzi e riesce sempre a capire chi ha davanti.
  • Beppe Romano, interpretato da Vincenzo Ferrera, è un educatore dell’Istituto. Per lui tutti i ragazzi detenuti hanno diritto a una seconda possibilità ed essere reinseriti nella società. Per questo è sempre pronto a lanciare il cuore oltre l’ostacolo anche se spesso ne paga le conseguenze.
  • Filippo Ferrari, interpretato da Nicolas Maupas. Ragazzo della Milano bene con un futuro promettente da musicista, per un fatale errore che causa la morte di un suo amico vede la sua vita sconvolta. È soprannominato “Chiattillo” dai detenuti ed è costantemente vittima di bullismo.
  • Carmine Di Salvo, interpretato da Massimiliano Caiazzo. È un adolescente appartenente a una nota famiglia camorrista ma con la speranza di un riscatto personale, sognando un futuro da parrucchiere e per questo viene chiamato o’ Piecuro. Finisce in galera per aver ucciso il figlio di un camorrista che stava abusando della sua compagna.Viene rinominato “walking Dead”
  • Ciro Ricci, interpretato da Giacomo Giorgio. Giovane boss recluso nell’istituto minorile, appartiene a una famiglia di camorristi e ne è membro attivo. Per ambizione e carattere vuole affermarsi come boss anche fuori dal carcere.
  • Edoardo Conte, interpretato da Matteo Paolillo. Condannato per spaccio, è un ragazzo bello e pieno di vita, ha una passione per le donne e nonostante la sua giovane età aspetta già un figlio. All’interno dell’IPM è il numero due dopo Ciro.
  • Pino detto ‘o Pazzo, interpretato da Ar Tem. È figlio unico di ragazza madre. È un cane sciolto e non appartiene a nessuna organizzazione criminale ma ha difficoltà a rispettare le regole, siano esse giuste o sbagliato. Il suo unico amico è il suo cane Tyson.
  • Gianni detto Cardiotrap, interpretato da Domenico Cuomo. È un’adolescente dall’aria innocente. Ispira fiducia e allegria. Ama la musica e sogna di diventare un cantante. È finito in prigione perché ha conosciuto la violenza dentro le mura domestiche.
  • Tano detto o’ Pirucchio, interpretato da Nicolò Galasso. È il fedele tirapiedi di Ciro. È di poche parole e preferisce eseguire gli ordini, specie se si tratta di punire qualcuno.
  • Naditza, interpretata da Valentina Romani. È una zingara stanziale a Napoli. Alla famiglia preferisce il carcere, infatti è un’habituée dell’istituto Minorile di Napoli dato che si è fatta arrestare più volte per furto e truffa. Ha un carattere solare e sfacciato.
  • Viola, interpretata da Serena De Ferrari. È una ragazza del nord, finita in cella per aver ucciso la sua migliore amica in un modo spietato quanto immotivato. E così riversa la sua spietatezza sulle persone, su cui ama esercitare il proprio potere, siano essi uomini o donne
  • Gemma, interpretata da Serena Codato. È una ragazza di Udine vittima di violenza da parte del fidanzato. Entra in carcere per aver ucciso quest’ultimo con un colpo di pistola dopo che egli ha gettato dell’acido in faccia alla sorella della ragazza. Capirà ben presto di non aver bisogno di un carnefice per sentirsi viva.

                                   Voto: 7

 

Trailer :