Questo sito ha come “core” la nostalgia retro anni 80/90, ed è per questo che da  oggi andrà a parlarvi di vecchi film di questo periodo ma non quelli blasonati ma quelli catologati come “Serie B” “Trash “Tamarri” tipici di quel periodo.In particolare andava in voga in Italia riprodurre in versione clonata o comunque dei poveri versioni famose di film americani ( cito l’emblematico Ragazzo dal Kimono d’oro , clonata di Karate Kid).Registra maestro era Fabrizio De angelis.

Accanto a questi c’erano film veri e propri di serie B con attori famosi ma esordienti ai tempi, questi film sono precursori di tante tematiche riprese nei film piu’ blasoni negli anni sucessivi

Vi parlo oggi di un film che a suo tempo mi ero goduto e che mi piacque davvero molto :  “IL REPLICANTE – THE WRAITH”

Il Replicante è un film di Azione/fantascienza del 1986 diretto da Mike Marvin. La trama, sebbene del tutto fittizia, è stata ispirata da un fatto di cronaca realmente accaduto nel quale un adolescente invischiato nelle corse illegali causò quattro morti in Arizona.

SCHEDA FILM :

Il replicante
Titolo originale The Wraith
Lingua originale inglese 
Paese di produzione  Stati Uniti d’America 
Anno  1986 
Durata 92 min.
 Genere   azione ,  fantascienza ,  fantastico
 Regia   Mike Marvin
 Casa di produzione  New Century Productions
Fotografia   Reed Smoot 
 Montaggio   Scott Conrad 
 Interpreti  e  personaggi
  •  Charlie Sheen : Il replicante/Jake Kesey
  •  Nick Cassavetes : Packard Walsh
  •  Sherilyn Fenn : Keri Johnson
  •  Matthew Barry : Billy Hankins
  •  Randy Quaid : Sceriffo Loomis
  •  David Sherrill : Skank
  •  Jamie Bozian : Gutterboy
  •  Clint Howard : Rughead
  •  Chris Nash : Minty
  •  Griffin O’Neal : Oggie
  •  Christopher Bradley : Jamie Hankins
 Doppiatori italiani 
  • Mario Cordova : Packard Walsh
  •  Cristiana Lionello : Keri
  •  Francesco Pannofino : Il replicante/Jake
  •  Fabrizio Manfredi : Gutterboy
  •  Pietro Biondi : Loomis
  •  Edoardo Nevola: Skank

TRAMA

Una banda di street-racer, capeggiata da un certo Packard Walsh, si diverte ad adescare degli sventurati ragazzi con  auto costose per farli gareggiare in corse clandestine. Per fare questo la banda non disdegna di minacciare le loro ragazze. Lo scopo finale è far perdere (anche slealmente) i malcapitati per aggiudicarsi le loro auto, le quali verranno smantellate e rivendute per poter trarre profitto dalla vendita dei bolidi o di parti di essi.

La prepotenza, l’arroganza e, soprattutto, la violenza di Packard fanno sì che tutta la cittadina lo tema, consentendogli così di mantenere il suo atteggiamento da bullo in un clima di sostanziale omertà. Senza veri capi d’accusa, lo sceriffo Loomis non può far altro che limitarsi a tener d’occhio le strade e tentare, con i pochi strumenti a disposizione, di arginare le corse clandestine.

Ma un giorno arriva in città un misterioso pilota a bordo di una potente e velocissima  fuoriserie  nera e, da quel momento in poi, il passato della banda riaffiorerà pian piano e si ritorcerà contro i suoi stessi componenti.

Infatti, gli sgherri della banda periranno tutti, uno dopo l’altro, in incidenti causati da questo misterioso ed abile guidatore nelle varie gare. Costui, alla fine, otterrà la sua vendetta e svelerà il suo vero segreto nel finale del film. Infatti, egli non è altro che un replicante di un ragazzo ucciso anni prima dalla banda, tornato in vita per riprendersi la sua ragazza, nel frattempo corteggiata senza successo dal suo assassino Packard Walsh.

 

 

 

 

CURIOSITA’

I componenti della banda posseggono tutti auto elaborate da loro stessi, col fine di poter gareggiare favorevolmente anche contro le auto sportive delle serie più recenti, più un pick-up per trainare le auto vinte slealmente nelle corse clandestine:

La fuoriserie del replicante è una Dodge M4S Turbo Interceptor nera con tutti i vetri oscurati neri, un prototipo che all’epoca presentava una linea molto futuristica e originale. La macchina principale è quella del replicante, che ovviamente non poteva essere una macchina normale, ed in effetti non esiste, o meglio è un prototipo della Dodge che non ebbe un seguito produttivo, si tratta per la precisione della Dodge M4S, una coupè sportiva del 1984.
L’auto monta un motore quattro cilindri in posizione centrale da 2.2 l con la bellezza di 440 cv, per una velocità massima di 194,8 miglia orarie pari a 313,5 km/h (record ottenuto sul tracciato di Daytona), con uno scatto 0-60 miglia (circa 97 km/h) in soli 4,1 secondi.
Per le scene del film la vettura presenta i vetri completamente oscurati, mentre la linea della vettura, già molto futuristica, ricordiamoci che si trattava di un prototipo, non è stato modificato, confuse le voci che parlano degli esemplari utilizzate nel film, sembrerebbe che ce ne fosse una solo funzionante mentre le altre erano solo dei manichini, le fonti più credibili parlano di 8 esemplari in totale.

La carrozzeria era composta da una struttura in tubolare su cui veniva poi incollata la scocca in vetroresina.

Di certo due esemplari funzionanti sono stati utilizzati come Pace Car nelle gare Indy di Daytona ed Indianapolis.

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La macchina venne presentata al pubblico, sempre come prototipo, al Detroit Auto Show, nel 1986, piacque così tanto ai registi del film il Replicante che la adottarono per la loro pellicola, così finita la Kermesse, venne di corsa portata sul set in Arizona.
Da una intervista rilasciata dal creatore Bob Ackermann, lo stesso racconta che il progetto iniziò nel 1983, bisogna ricordare che Bob, in quel periodo lavorava come designer per le Big Tree (Ford, Chrsler e GM), la richiesta veniva direttamente da Walter Percy, che ancora guidava la società e che voleva una vettura in grado di raggiungere le 200 miglia orarie e poter così partecipare come Pace Car nelle gare Indy, la precedente Mopar si era fermata a solo 175 miglia orarie.
Le Pace Car sono quelle vetture che fanno il giro d’onore, di solito portando un vip che saluta la folla o solo per preparare le vetture al giro lanciato, quando ottengono l’ok dal direttore di gara si spostano nella corsia di uscita e le vetture Indy iniziano la loro corsa nell’ovale. Ovviamente la Pace Car, può rientrare in pista quando ci sono problemi, per far si che le auto restino in fila ed non effettuino sorpassi non previsti, ovviamente la vettura deve essere in grado di mantenere velocità elevate, per evitare che le automobili dietro di lei possano fondere per via della bassa velocità. In pratica una Pace car non è altro che una vettura da gara leggermente più comoda e rifinita.
Il lavoro venne commissionato a Bob dal direttore di produzione Neil Walling, che avvicinatosi al suo designer, gli comunico che si sarebbe dovuto occupare di una nuova vettura, lo stesso Bob ricorda sempre nell’intervista che quando fu avvicinato gli venne detto “Scegli l’auto che preferisci, divertiti e crea una vettura Selvaggia!”.
Bob Ackermann si avvalse dell’aiuto di vari dipendenti, tra cui: Tom Coddington, ingegnere in pensione della Chrysler, della ditta 3-D Industries di Madison Heights, Della ditta Special Projects di Plymouth.
Come abbiamo detto venne prima creato il motore e in base al suo ingombro venne disegnata intorno la vettura, che venne modellata dalla ditta 3-D Industries seguendo i disegni e le direttive di Bob.
Lo stesso racconta che ebbe un ottimo gruppo, che lo seguì e lo aiutò nella creazione della Dodge M4S.

Bob Ackermann mentre installa le dime per lo stampo
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Creazione del modellino in scala reale da parte della ditta 3-D Industries su disegno di Bob Ackermann
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Stampo definitivo della vettura
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Alla fine del 1984, un team di persone capitanate sempre da Bob Ackermann, iniziarono le prove aereodinamiche nella galleria del vento di Marietta Georgia.

La vettura pronta per i test nella galleria del vento
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La vettura risultò perfetta, molto aereodinamica, con un cx di 0,236, unica modifica, suggerita dai tecnici ed accetta da Bob, ful l’inserimento di una presa d’aria Naca su i fianchi, si ricordi che la Corvette aveva un cx di 0,34, e che erano pochissime le vetture che riuscissero, all’epoca, ad ottenere cx inferiori a 0,37.
Inoltre le poche Ford che ottennero un cx similare, avevano gomme molto più strette della Dodge M4S.
la vettura adottava degli specchieti da moto, manovrabili manulamente, lo stesso Bob ci racconta di averli presi in un negozio di accessori per moto, per la loro regolazione dovette creare delle aperture ai finestrini abbastanza ampi per permetterne la regolazione.
Gli interni invece non erano presenti o meglio, non erano stati ancora progettati e la vettura non venne mai terminata, vennero messi due sedili recaro, modellata una plancia molto semplice e usata poi per le gare Indy e nel film il Replicante.
Bob Ackermann ammette che se non fosse stato per quel film, che dette un po’ di risalto alla vettura, quest’ultima sarebbe entrata di diritto nel museo Chrysler, dove avrebbe preso solo polvere.
Inoltre le vettura non erano esattamente delle Dodge M4S, ma delle Dune Buggy su cui era stata installata la carrozzeria, replica, della Dodge, qui le informazioni sono un po’ contrastanti, probabilmente per non rovinare l’uico prototipo, la vettura venne usata per le scene statiche e per le locandine del film stesse, preferendo modelli sacrificabili in caso di incidente.

La Dodge M4S sul set

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Il Manichino di una Dodge M4S pronta per una scena in cui viene distrutta
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All’inizio del film la banda sfida un malcapitato alla guida di un’altra Dodge Daytona (una Shelby Z), mentre, durante lo svolgimento della trama del film, Packard tenta di sfidare anche Billy (il cuoco del fast food locale), il quale possiede una vecchia Triumph Spitfire 1500 d’importazione (si può notare sul finestrino l’adesivo GB della  Gran Bretagna , nonostante il volante sul lato sinistro).

IL CAST:

Partiamo ad esempio dal protagonista Charlie Sheen (Replicante), lui è ora abbastanza famoso ma all’epoca del film era più noto per essere il figlio di Martin Sheen (Apocalypse Now), Nick Cassavetes (Packard) è figlio di John Cassavetes (Gli Intoccabili), Clint Howard (membro della gang) è il fratello di Ron Howard (Il Richie Cunningham di Happy Days  divenuto poi un discreto regista), Randy Quaid (lo sceriffo che sta sempre alle costole della gang) fratello di Dennis Quaid (Salto nel Buio) e per finire Griffin O’Neal (membro della gang) figlio di Ryan. La maggior parte di questi attori (Sheen escluso) non raggiunsero poi una vera e propria fama rimanendo all’ombra dei più famosi parenti. Mentre Sherilyn Fenn (Keri) che era l’unica senza parentele famose ebbe poi una discreta carriera che continua tuttora (era lei la Audrey Horne del famoso Twin Peaks).

CHE NE PENSO :

Il film merita per una serie di ragioni :

  • Troviamo un giovanissimo Charlie Sheen, nulla d’eclatante ma fa il suo dovere
  • Corse delle macchine , molte tamarrissime anni 80 modificate. Il tema delle corse verrà ripreso in Fast and Furios
  • Il ritorno dalla morte per uccidere i cattivi…..si fa molto “il Corvo” peccato che sia uscito anni dopo ( il corvo)
  • Atmosera post apocalittica , con gli sgherri vestiti come in Mad Max
  • Presente Clint Howard, fratello minore di Ron ( Happy Days)

CONCLUSIONE

Film antesignano, “Il Replicante” precorre per molti versi pellicole più recenti grazie al sapiente uso di spettacolari scene di corsa: a contorno, la storia di amore e vendetta del protagonista richiama tutti gli stili anni ’80, oggi tanto cari ad un certo filone nostalgico. Un film indubbiamente non impeccabile, forte però di una inconscia originalità e spensieratezza narrativa, doti ormai sconosciute alle produzioni contemporanee.

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