Della città non parleremo, almeno per ora.
Parleremo di una piccola pasticceria, di pochi tavoli all’aperto e di un pennuto verde, incerto.
Sul bordo della strada cammina confuso, solo come se, dentro, tutta la solitudine del mondo avesse fatto breccia.
Passa una betoniera e lo spaventa, gli stropiccia il becco, il pappagallo cucciolo ha paura, io credo.
Poi c’è un uomo, forse un ragazzo, sicuramente un ragazzo, il suo passo quasi ferma il traffico, ferma tutto, tutto tranne il pappagallo, che tonterellando e pencolando, continua a camminare. Lo prende, il ragazzo, con mani grandi e forse il cuore che batte più forte, chissà. Mani grandi, grande cuore, cura, attenzione, amore per le cose del mondo.
Passa poi un bambino, mangia un gelato seguendo la madre: “Tu lo sapevi che in Giappone adesso è notte?”.
“È notte ovunque, tranne qui”, vorrei dire ma non dico.