Billy era l’apoteosi del succo di frutta anni 80, spacciato come naturale era quanto di piu lontano esistesse ma era dannatamente amato dai bambini

Il packaging innovativo

Negli anni ’80, Billy – distribuito da Fonti Levissima – rappresentava per il comparto succhi di frutta ciò che la Coca-Cola
rappresentava (e continua a rappresentare) per quello delle bibite gassate: in pratica, Billy – prodotto nei gusti arancia, mela e pompelmo – era sinonimo di succo di frutta in brick.Sarà stato un caso che Zuegg, negli stessi anni, abbia iniziato a produrre un succo d’arancia in brick il cui packaging ricordava non poco quello del Billy (anche la cannuccia aveva gli stessi colori, rosso e bianco; la cannuccia del Billy, però, si piegava).

Era innovativo, in quanto rendeva il prodotto adatto a essere consumato ovunque (“Billy è dove sei” recitava un claim),
grazie al pratico brick “tascabile” da 20 cl e alla cannuccia applicata a ogni confezione;riconoscibile a colpo d’occhio, per via della vivacità dei colori; ben mirato rispetto al target dei ragazzi: sul brick campeggiava un simpatico frutto paragonabile a un’odierna emoji sorridente.

Chi si è occupato della comunicazione del Billy ha giocato su concetti ben più vicini al mondo dei ragazzini: la novità, il brio, il divertimento :
“Bevi nuovo, bevi Billy!”, “Allegria da bere!” erano alcuni slogan utilizzati. Se guardi questo spot dell’85
capisci subito qual era lo stile seguito e qual era il messaggio tra le righe: “Se bevi Billy, sei cool!”. Tant’è che anche la cintura
PortaBilly (che si riceveva con una raccolta punti) era un must have!

A completare l’ubriacatura sintetica c’erano gli spot innovativi per l’epoca (per dire, non era arrivato nemmeno il tè Lipton di Dan Peterson da Chattanooga, Tennessee), con un’enorme cannuccia che si infilava nel mare e il sole che prendeva la forma di un’arancia; belle ragazze in spiaggia o in piscina che si abbronzavano e bevevano Billy estraendolo dalla stessa vaschetta col ghiaccio in cui di solito si tiene lo champagne. E lo slogan: “Se la bevi, sei cool”. Che si prestava a facili giochi di parole, ma era come bersi l’America: finta, colorata e tremendamente attraente.

 

Tutto questo ha decretato il successo del Billy, che però è scomparso negli anni ’90 per motivi oggi non chiari.
C’è chi dice contenesse sostanze non in linea con le normative UE (”(era l’epoca in cui vennero banditi tanti coloranti tipo E122)

Ps. Vi svelo un segreto..Billy non conteneva frutta…era un miscuglio di aromi e chimica…( forse 1% di concentrato).. non scherzo